Videosorveglianza e controlli a distanza: regole, rischi e sanzioni
Studio Carli, 26/09/2025
Il tema della videosorveglianza e del controllo a distanza dei lavoratori è sempre più attuale, soprattutto con l’aumento dell’utilizzo di strumenti digitali e tecnologici in azienda.
Smartphone, pc e tablet, oltre alle telecamere, possono infatti raccogliere una grande quantità di dati personali, rendendo necessario un corretto inquadramento normativo.
La disciplina di riferimento resta l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, che vieta l’uso di impianti con la finalità esclusiva di controllare i dipendenti, ma consente l’installazione per esigenze organizzative e produttive, di sicurezza sul lavoro o per la tutela del patrimonio aziendale. In questi casi è indispensabile ottenere un’autorizzazione dall’Ispettorato del Lavoro, oppure stipulare un accordo sindacale con RSA/RSU, se presenti. L’autorizzazione si richiede presentando una relazione tecnica dettagliata e la documentazione aziendale (compreso il DVR se la motivazione è legata alla sicurezza).
Una volta ottenuto il via libera, l’azienda deve adempiere ad alcuni obblighi precisi: informare i lavoratori con un’apposita informativa privacy, nominare un responsabile per la gestione dei dati, limitare l’angolo visuale delle telecamere alle sole aree di pertinenza ed esporre cartelli ben visibili che segnalino la presenza del sistema. In mancanza di cartelli, come confermano recenti casi pratici, si rischiano pesanti sanzioni.
È bene chiarire che strumenti come palmari, tablet e pc rientrano tra quelli “necessari alla prestazione lavorativa” e non richiedono autorizzazioni specifiche, ma – secondo il Garante della Privacy – non possono essere utilizzati per attività di monitoraggio costante, filtraggio o tracciatura indiscriminata. Anche queste pratiche, quindi, ricadono nei limiti fissati dalla normativa.
In sintesi, le aziende che intendono dotarsi di sistemi di videosorveglianza devono muoversi con attenzione: senza accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato, senza cartelli informativi o con telecamere che riprendono aree eccedenti, si rischiano contestazioni e sanzioni.
Si raccomanda di verificare la piena conformità dei propri sistemi di videosorveglianza, richiedendo l’autorizzazione o stipulando l’accordo sindacale ove necessario, e di conservare tutta la documentazione a supporto delle scelte effettuate.
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