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Proroga al 31 dicembre 2026 degli incentivi del Decreto Coesione
(bozza Decreto Milleproroghe 2025) - Incentivo all’autoimpiego nei settori strategici

Studio Carli, 22/12/2025

La bozza del decreto Milleproroghe 2025 prevede l’estensione al 31 dicembre 2026 del termine di applicazione delle principali misure agevolative introdotte dal Decreto Coesione tra cui l’incentivo all’autoimpiego nei settori strategici.

L’art. 13 della bozza interviene esclusivamente sul profilo temporale, prorogando il termine, senza modificare requisiti, misura e durata degli incentivi.

Di seguito si riepiloga la sola misura riguardante l’incentivo all’autoimpiego nei settori strategici.

La misura è finalizzata a sostenere l’avvio di attività autonome o imprenditoriali in settori ritenuti strategici per lo sviluppo tecnologico e la transizione digitale ed ecologica. Di seguito il link

I destinatari sono i giovani fino a 35 anni, disoccupati, che avviano un’attività di lavoro autonomo o d’impresa caratterizzata da contenuto innovativo e/o sostenibile, secondo i criteri individuati dalla normativa attuativa.

L’agevolazione consiste in un contributo economico pari a 500 euro mensili, riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi al giovane disoccupato che avvia l’attività.

Le condizioni principali sono:

  • avvio dell’attività entro il 31 dicembre 2026;
  • operatività in uno dei settori individuati dal Decreto Coesione e dai relativi decreti attuativi;
  • possesso dei requisiti soggettivi alla data di apertura dell’attività.

Requisiti dell’attività “a contenuto innovativo e/o sostenibile”

Il Decreto Coesione non definisce direttamente in modo puntuale cosa si intenda per attività “innovativa e/o sostenibile”, ma rinvia espressamente alla normativa attuativa (decreto interministeriale Ministero del Lavoro – MIMIT – MEF) per l’individuazione dei criteri oggettivi.

Ad oggi, i criteri attesi/previsti (coerenti con la struttura del decreto e con analoghe misure nazionali ed europee) si articolano su due macro-aree.

Attività a contenuto innovativo

Un’attività è considerata “innovativa” quando presenta almeno uno dei seguenti elementi:

a) Innovazione tecnologica o digitale

  • utilizzo o sviluppo di tecnologie digitali avanzate (es. software, piattaforme digitali, intelligenza artificiale, big data, blockchain, IoT);
  • digitalizzazione di processi produttivi, commerciali o organizzativi;
  • servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico.

b) Innovazione di prodotto o di servizio

  • introduzione di nuovi prodotti o servizi rispetto al mercato di riferimento;
  • miglioramento significativo di prodotti/servizi esistenti (per caratteristiche tecniche, funzionali o di utilizzo).

c) Innovazione di processo o organizzativa

  • nuovi modelli di business;
  • nuovi processi produttivi o distributivi;
  • soluzioni organizzative innovative (anche in ambito lavoro, supply chain, logistica).

d) Attività riconducibili a settori “strategici”

Il decreto attuativo individua specifici ambiti prioritari, generalmente coerenti con:

  • transizione digitale;
  • industria 4.0 / 5.0;
  • economia dei dati;
  • servizi avanzati alle imprese;
  • ricerca e sviluppo.

Attività a contenuto sostenibile

Un’attività è considerata “sostenibile” quando contribuisce in modo misurabile a obiettivi ambientali, sociali o economici, in linea con le politiche europee (Green Deal – PNRR).

In particolare:

a) Sostenibilità ambientale

  • riduzione dell’impatto ambientale;
  • efficientamento energetico;
  • utilizzo di fonti rinnovabili;
  • economia circolare (riuso, riciclo, riduzione degli sprechi);
  • gestione sostenibile delle risorse naturali.

b) Transizione ecologica

  • attività che favoriscono la decarbonizzazione;
  • riduzione delle emissioni;
  • mobilità sostenibile;
  • edilizia green e tecnologie ambientali.

c) Sostenibilità sociale

  • inclusione lavorativa;
  • servizi alla persona ad alto valore sociale;
  • miglioramento delle condizioni di lavoro o del benessere collettivo.

Requisiti formali e documentali (aspetto decisivo)

La normativa attuativa richiede che il carattere innovativo e/o sostenibile:

  • emerga chiaramente dal progetto imprenditoriale;
  • sia documentabile tramite:
    • business plan;
    • descrizione dell’attività;
    • indicazione delle tecnologie utilizzate o degli obiettivi ambientali/sociali perseguiti;
  • sia coerente con il codice ATECO dell’attività avviata.

Non è sufficiente dichiarare genericamente che l’attività è innovativa o sostenibile:

serve una coerenza sostanziale tra: oggetto dell’attività, settore economico, modalità operative.

Ogni caso è comunque oggetto di valutazione da parte dell’ente gestore.

Approfondimenti e chiarimenti

Lo Studio Carli è a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Contatti Tel. 0444 914447 - info@studiocarli.it

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