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Sabatini per le piccole imprese

Studio Carli, 30/03/2026

Quando si avvia una ditta, soprattutto se l’attività richiede macchinari o attrezzature, è normale che l’investimento iniziale superi la liquidità disponibile. In questi casi, l’anzianità “ridotta” dell’impresa (ad esempio pochi mesi) non è di per sé un ostacolo: ciò che conta è che l’impresa sia regolarmente iscritta al Registro Imprese, operativa e in possesso dei requisiti previsti per le micro, piccole e medie imprese. In questo contesto, la misura “Beni strumentali – Nuova Sabatini” resta uno degli strumenti più utilizzati per sostenere l’acquisto di beni strumentali nuovi, perché combina un finanziamento bancario (o leasing) con un contributo ministeriale che riduce, di fatto, il costo degli interessi.

L’agevolazione opera su investimenti in beni nuovi destinati alla struttura produttiva e, in linea generale, richiede un finanziamento/leasing di durata non superiore a 5 anni e di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro. Il contributo del Ministero è calcolato convenzionalmente su un piano quinquennale: 2,75% per investimenti ordinari e 3,575% per investimenti “4.0” e per investimenti “green” (questi ultimi, con regole dedicate anche sul fronte delle certificazioni ambientali).

Per le imprese “giovani”, il punto critico non è tanto la Sabatini quanto l’istruttoria bancaria: in assenza di bilanci storici, alcune banche richiedono più documentazione (preventivi, dettaglio dell’investimento, breve relazione economico-finanziaria e sostenibilità delle rate). In questi casi può essere determinante la presenza di garanzie pubbliche: il finanziamento può essere assistito dalla garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI fino all’80% (nei limiti e condizioni previste).

Come regola di prudenza operativa, prima di procedere è opportuno verificare con la banca/intermediario se esiste disponibilità di plafond e quali sono i tempi di delibera; inoltre, la domanda di agevolazione va impostata correttamente prima di “cristallizzare” l’acquisto, evitando di trovarsi con spese già perfezionate in modo non coerente con l’iter agevolativo. (La sequenza corretta, di norma, è: scelta del bene e preventivo, richiesta di finanziamento/leasing e presentazione domanda, poi esecuzione dell’investimento e pagamenti secondo le regole, quindi richiesta di erogazione).

In alternativa o in affiancamento, per importi più contenuti o per chi ha più difficoltà ad accedere al credito tradizionale, può essere valutato anche il microcredito imprenditoriale, che arriva fino a 75.000 euro (fino a 100.000 euro per le S.r.l.), con logiche e requisiti specifici.

Approfondimenti e chiarimenti

Lo Studio Carli è a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Contatti Tel. 0444 914447 - info@studiocarli.it

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