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Pensione contributiva: cos’è e come aumentarla

Vicenza, 19/05/2026

La pensione calcolata interamente con il sistema contributivo si basa sui contributi effettivamente versati durante tutta la vita lavorativa e non più sugli ultimi stipendi o redditi percepiti. Per questo motivo, nel nuovo sistema cambia completamente il modo di “costruire” la pensione futura.

Nel sistema retributivo era spesso conveniente incrementare la retribuzione negli ultimi anni di carriera, poiché la pensione veniva determinata principalmente sulla media degli stipendi finali. Nel sistema contributivo, invece, ogni contributo versato alimenta il cosiddetto “montante contributivo”, che viene rivalutato annualmente in base all’andamento del PIL nominale e trasformato poi in pensione attraverso specifici coefficienti legati all’età di pensionamento.

Anche nel sistema contributivo esistono però strumenti che consentono di migliorare l’importo della pensione o anticiparne l’accesso, spesso poco conosciuti ma particolarmente interessanti.

Uno dei principali riguarda le lavoratrici madri. La normativa consente infatti di anticipare l’età pensionabile di 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi. In alternativa, è possibile ottenere un incremento del coefficiente di trasformazione, aumentando così l’importo della pensione futura. In pratica, la pensione viene calcolata come se l’accesso fosse avvenuto a un’età più elevata, con effetti positivi sia sull’assegno pensionistico sia sul raggiungimento delle soglie minime richieste per alcune pensioni contributive anticipate.

Un altro aspetto favorevole riguarda i lavoratori che hanno svolto attività lavorativa prima del compimento dei 18 anni. I contributi riferiti a tali periodi possono beneficiare di una valorizzazione maggiorata ai fini del montante contributivo, incrementando quindi il capitale previdenziale accumulato nel tempo.

Particolarmente strategico può risultare anche il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione, come ad esempio gli anni universitari. Nel sistema contributivo, infatti, il costo del riscatto agevolato viene determinato in misura fissa e non dipende dal reddito percepito. Per il 2026 il costo indicativo è pari a circa 6.206 euro per ogni anno riscattato. Anticipare il riscatto nelle prime fasi della carriera può risultare particolarmente vantaggioso, poiché i contributi versati iniziano subito a rivalutarsi nel tempo, aumentando progressivamente il montante previdenziale.

Il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo ha quindi modificato profondamente le logiche di calcolo della pensione. Tuttavia, una corretta pianificazione previdenziale consente ancora oggi di individuare strumenti utili per migliorare il trattamento pensionistico futuro, sia in termini di importo sia di flessibilità nell’accesso alla pensione.

Approfondimenti e chiarimenti

Lo Studio Carli è a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Contatti Tel. 0444 914447 - info@studiocarli.it

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