Fotovoltaici e iperammortamento
Vicenza, 17/07/2026
Quando un'impresa valuta l'installazione di un impianto fotovoltaico, una delle domande che più frequentemente viene posta allo Studio riguarda la possibilità di beneficiare del nuovo iperammortamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
La risposta è positiva, ma solo a condizione che vengano rispettati una serie di requisiti tecnici e normativi che meritano attenzione già nella fase di progettazione dell'investimento.
L'agevolazione riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il beneficio consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile, con percentuali decrescenti in funzione dell'importo investito.
Occorre tuttavia prestare particolare attenzione al fatto che non tutti gli impianti fotovoltaici possono accedere automaticamente all'incentivo. La normativa richiede che l'impianto sia effettivamente collegato alla struttura produttiva che ne utilizza l'energia e che la produzione prevista non superi sostanzialmente il fabbisogno dell'azienda. In altre parole, non è possibile realizzare impianti sovradimensionati con l'obiettivo di produrre energia eccedente rispetto ai consumi aziendali.
Sono inoltre previsti limiti massimi di costo agevolabile per kW installato e, soprattutto per il fotovoltaico, rimangono in vigore specifici vincoli di provenienza dei moduli. Per poter accedere all'agevolazione è infatti necessario utilizzare pannelli e celle che rispettino i requisiti previsti dalla normativa europea e nazionale, con livelli minimi di efficienza e produzione effettuata all'interno dell'Unione Europea.
Proprio questi aspetti rappresentano oggi una delle principali criticità. Molti preventivi ricevuti dalle aziende fanno riferimento a componenti che potrebbero non possedere le caratteristiche richieste per ottenere il beneficio fiscale, con il rischio di compromettere l'intera agevolazione.
Per questo motivo si consiglia di coinvolgere fin dall'inizio il progettista, l'ingegnere o il perito incaricato, verificando preventivamente la conformità dell'impianto e della documentazione tecnica. La perizia asseverata richiesta dalla normativa viene infatti rilasciata a conclusione dei lavori, ma i requisiti devono essere presenti sin dalla fase di progettazione e dichiarati già nella comunicazione preventiva.
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